Come scegliere un web strategist: 7 domande da fare

di Matteo Cecere | 9 Ago 2026 | Blog

come scegliere un web strategist

 

Come scegliere un web strategist: 7 domande da fare prima di ingaggiarlo

Ho scritto già due articoli su cosa fa un web strategist e in cosa si differenzia da altre figure simili. Ma so bene che quando devi davvero scegliere una persona a cui affidare il sito, il posizionamento su Google e le campagne pubblicitarie della tua attività, la teoria conta fino a un certo punto. Quello che ti serve è un metodo pratico per capire, in una call, se hai davanti la persona giusta.

Sono Matteo Cecere, Web Strategist e Google Partner certificato dal 2009. In questo articolo ti do le sette domande che, nella mia esperienza, separano con più chiarezza chi ha davvero competenza strategica da chi vende solo l’etichetta. Non sono domande retoriche pensate per farmi fare bella figura: sono le stesse a cui io rispondo ogni volta che qualcuno mi contatta, e te le racconto anche dal punto di vista di chi le riceve.

1. “Qual è il primo obiettivo che mi chiedi di definire?”

Fai attenzione alla prima cosa che ti chiede un professionista dopo aver capito che hai un sito o vuoi crearne uno. Se la prima domanda riguarda il design, i colori, o “che tipo di sito vuoi”, probabilmente stai parlando con uno sviluppatore o un web designer, competenze preziose ma diverse da quella strategica.

Un web strategist parte da un’altra domanda: quanti contatti in target vuoi ottenere, in che tempo, e come li misuriamo. Il sito, il posizionamento, la pubblicità sono conseguenze di quella risposta, non il punto di partenza. Se questa domanda non arriva mai, è un segnale da non ignorare.

2. “Puoi mostrarmi risultati verificabili su progetti simili al mio?”

Non chiedere solo “hai un portfolio”. Chiedi risultati misurabili: percentuali di miglioramento, dati di conversione, ROAS su campagne pubblicitarie. Un sito bello da vedere non dice nulla sul risultato di business che ha generato per il cliente precedente.

E soprattutto, chiedi se quei numeri sono verificati o stimati. Nel mio caso, quando mostro un dato come -41% sul costo per lead o 5,8x di ROAS, è un numero che arriva da un account che gestisco davvero, confrontato sullo stesso periodo dell’anno precedente, non una media di settore generica. Questa distinzione conta più di quanto sembri: chiunque può scrivere percentuali ottimistiche su un sito, molto meno persone possono mostrarti l’account reale da cui arrivano.

3. “Le tue certificazioni sono verificabili online?”

Le certificazioni Google Ads e i badge di Google Partner sono verificabili direttamente sulle piattaforme di Google, non sono immagini caricate su un sito che chiunque potrebbe replicare. Chiedi il link diretto alla pagina di verifica. Un professionista che tiene attive le proprie certificazioni anno per anno (vanno rinnovate periodicamente, non sono un attestato ottenuto una volta e buono per sempre) ti sta dando un segnale concreto di aggiornamento continuo.

4. “Chi lavorerà materialmente sul mio progetto?”

Questa domanda è cruciale soprattutto quando parli con un’agenzia o uno studio con più collaboratori. La persona con cui stai facendo la call sarà quella che scrive la strategia, sviluppa il sito, gestisce la SEO e le campagne? O sarà un account manager che poi passerà il progetto ad altri?

Non c’è una risposta giusta in assoluto, dipende dalle tue esigenze, ma è un’informazione che devi avere chiara prima di firmare, non scoprirla a progetto iniziato.

5. “Cosa succede se qualcosa non funziona?”

Chiedi come viene gestito un risultato sotto le aspettative. Un professionista serio ti spiega come monitora i KPI, con che frequenza, e cosa fa concretamente quando un dato non è in linea con l’obiettivo. Diffida di chi ti risponde con generici “ottimizziamo costantemente” senza specificare come, con quali strumenti, e con quale cadenza di reportistica.

6. “Puoi dirmi onestamente se non sei la persona giusta per il mio caso?”

Questa domanda, posta direttamente, è rivelatrice. Un professionista sicuro della propria competenza e onesto nel proprio approccio non ha difficoltà a dirti se il tuo progetto non rientra nel suo perimetro di specializzazione. Nel mio caso, se durante la prima call gratuita capisco che non sono la persona giusta per il tuo caso specifico, te lo dico apertamente: farti perdere tempo non conviene a te né a me.

Chi invece dice sempre e comunque sì a qualsiasi progetto, indipendentemente dalla compatibilità reale, sta probabilmente vendendo un servizio generico, non una competenza specifica.

7. “Come si struttura il preventivo?”

Diffida di chi ti fa un prezzo fisso senza aver visto il tuo sito, il tuo settore o i tuoi obiettivi. Un progetto di web strategy dipende da troppe variabili (complessità, competitività del mercato, obiettivi specifici) per avere un prezzo standard credibile.

Un preventivo serio arriva dopo un’analisi, anche breve, del tuo caso, ed è dettagliato voce per voce, così sai esattamente cosa stai pagando e perché. Se vuoi farti un’idea delle soglie minime realistiche di mercato prima ancora di arrivare a un preventivo, ho scritto una guida dedicata su quanto costa un web strategist.

Un segnale d’allarme trasversale a tutte le domande

C’è un filo comune tra le sette domande: la vaghezza. Ogni volta che una risposta resta generica, “ci pensiamo noi”, “ottimizziamo tutto”, “abbiamo tanta esperienza”, senza un numero, un esempio concreto o un metodo specifico dietro, è un segnale da prendere sul serio. Un web strategist competente ha risposte precise perché lavora con un metodo definito, non con formule improvvisate progetto per progetto.

Come rispondo io a queste sette domande

Non voglio lasciarti solo la teoria. Ecco, in sintesi, come lavoro io su ciascun punto:

Parto sempre dall’obiettivo di business prima di parlare di sito o di canali. Il processo che uso è il Metodo Cecere, quattro fasi con deliverable definiti a ogni passaggio. I risultati che mostro sono verificati su account reali che gestisco, consultabili nella pagina risultati e case study. Le mie certificazioni Google Ads e Google Partner sono verificabili direttamente su Google. Lavoro da solo, quindi la persona con cui parli in call è la stessa che esegue il progetto. Monitoro i KPI mensilmente e correggo la rotta sui dati, non sulle impressioni. E se il tuo progetto non rientra in quello che posso seguire bene, te lo dico nella prima call, che è sempre gratuita e senza impegno.

Domande frequenti

Devo fare tutte e sette le domande in una sola call? Non necessariamente tutte insieme, ma è utile toccare almeno i punti su obiettivo di business, risultati verificabili e struttura del preventivo già nel primo contatto. Sono le tre aree dove la differenza tra chi ha competenza reale e chi no emerge più velocemente.

È normale che un professionista non sappia rispondere subito a una di queste domande? Su dettagli molto specifici del tuo progetto, sì, è normale che servano più informazioni prima di una risposta precisa. Ma sull’approccio generale, il metodo di lavoro e i risultati passati, un professionista con esperienza reale non dovrebbe avere esitazioni.

Cosa faccio se il professionista si offende per queste domande? È di per sé un’informazione utile. Un professionista sicuro della propria competenza accoglie queste domande come normali, perché sa di avere risposte solide. Una reazione difensiva o evasiva merita attenzione.


Se vuoi mettere alla prova queste domande direttamente con me, il modo più semplice è farlo in una call.

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